|
ORARIO
Dal 1 Settembre
al 30 Giugno:
15.30-19.45
Dal 1 Luglio
al 31 Agosto:
16.00-20.00
Dal lunedì al
venerdì.
Il mattino e il
sabato per appuntamento.
L'Ambulatorio...
La Dottoressa...
Le Mascottes...
Dov'è...
HOME
NEWS...
Articoli
pubblicati dalla Dott. Piccini
Webmaster:
Brenda Balestri
blonde@email.it
| |
NEWS
Articoli
pubblicati dalla Dott. Piccini
L'OBESITA' NEL CANE
Direi che al giorno d'oggi il consumismo non
ha colpito solo le persone, ma anche gli animali. Certo gli animali casalinghi
non aprono il frigo per prendersi cibarie varie, ma purtroppo chiedono, e poi
ancora chiedono, e i loro padroni preoccupatissimi che i loro animaletti
soffrano la fame....elargiscono loro cibo in quantità industriale.
Purtroppo sempre piu' spesso portano al
mio ambulatorio cani grassi, ovvero obesi. L'obesità è una malattia che si
va diffondendo sempre piu', e a nulla vale parlare ai proprietari di tali
animali di tutti i rischi che corrono le loro creature.
Al giorno d'oggi sono tanti i fattori che
possono portare all'obesità un cane. Innanzitutto la sedentarietà. Il cane
che vive in appartamento e che esce di casa solo tre volte al giorno, massimo
quattro per fare il suo giretto volto esclusivamente ai bisognetti avrà molte
probabilità di aumentare di peso. Il cane che non ha un'attività regolare di
movimento con corse, esercizi all'aria aperta, anche se di breve durata, ma
giornalieri, avrà molte probabilità di aumentare di peso. Il cane che non ha
regolarità nei pasti, o che gli viene lasciato il cibo avanzato evidentemente
in sovrappiu' e che lui si va a rimangiare piu' tardi, o che "spelluzzica"
intorno alla tavola dei padroni mentre stanno mangiando avrà anche lui molte
probabilità di diventare un brutto, grasso, sgraziato, goffo cane.
Un cane in sovrappeso rischia molte piu'
patologie di un cane magro, o perlomeno nei limiti standard della sua
costituzione. Innanzitutto malattie metaboliche, alterazioni endocrine con
evidenti disturbi funzionali, malattie a carico dell'apparato
tegumentario con ripercussioni sul mantello e sulla pelle, dermatiti
secche e squamose, pruriti vari.....ecc., senza parlare delle varie patologie
cardiache che possono colpire i cani obesi.
Dal momento che mi trovo di fronte ad un caso
di obesità io cerco sempre di indirizzare il proprietario del povero animale
verso una dieta light e piu' equilibrata senza peraltro far soffrire la fame
allo sciagurato cane. Sinceramente però devo dire che non sempre ho
successo.
Il padrone del cane, infatti, non sempre vede
le cose dallo stesso punto di vista da cui le vedo io, o perlomeno un
veterinario, anzi, considera indice di buona salute l'avere un cane molto
rotondo. Forse sarà la fretta, i problemi dei nostri giorni, la scarsa
considerazioni che ci danno i nostri figli, che ci fa vivere male un pò
tutti, ma questo non è un motivo sufficiente per scaricare le nostre tensioni
sui compagni a quattro zampe della nostra casa, rimpinzandoli così tanto da
avere noi quella considerazione, quell'affetto, magari quell'adorazione
che purtroppo non troviamo altrove.
ritorna
al sommario
|
|
IL CANE EPILETTICO
L’epilessia nel cane è una forma morbosa
piuttosto frequente e grave. In particolare è stato calcolato, sia da AA.
Francesi che americani che dall’1% al 3 % dei cani che vengono
presentati alla consultazione ambulatoriale sono affetti da crisi
convulsive.
Con il nome di epilessia che etimologicamente (dal
greco) significa “attacco” , “arresto improvviso” e vuole indicare
la caduta improvvisa e fulminea a terra senza conoscenza del soggetto
colpito da un classico accesso del male, si intende oggi , piu’ che
un’affezione , una sindrome nervosa cerebrale caratterizzata da
frequenti crisi convulsive o da altre manifestazioni critiche motorie ,
psichiche, neurovegetative, che hanno come carattere distintivo (comune a
tutte le forme) l’accessualita’, cioe’ il presentarsi
improvvisamente e la tendenza a ripetersi.
L’attacco epilettico è di solito preceduto da
un periodo preliminare di comportamento anormale o aura piu’ evidente
nell’uomo. I segni clinici che annunciano l’attacco si manifestano con
irrequietezza, nervosismo, guaiti, salivazione, atteggiamenti di marcata
ansia o di paura con lo sguardo fisso. La durata dell’aura è variabile
e a volte puo’ passare inosservata. Dopo l’aura si manifesta
l’attacco che puo’ durare da alcuni secondi a qualche minuto (1-3). I
segni clinici che si evidenziano durante l’attacco possono essere divisi
in quattro gruppi:
-
segni motori
-
disturbi della coscienza
-
azioni involontarie
-
cambiamenti del comportamento
1)
Segni motori: si ha inizialmente la fase TONICA dell’attacco, con
contrazioni generalizzate della muscolatura e irrigidimento. A questa fase
che dura di solito pochi secondi segue la fase CLONICA : alla contrazione
muscolare succedono contrazioni brusche brevi , interrotte, gli arti
vengono flessi e ed estesi violentemente, si hanno inoltre movimenti di
masticazione .
2)
Disturbi della coscienza: i cani di solito appaiono privi di
coscienza durante l’attacco, non si ha nessuna reazione agli stimoli
esterni. Le palpebre sono spalancate le pupille in midriasi , manca il
riflesso pupillare alla luce e il riflesso corneale è molto attenuato.
3)
Azioni involontarie: si ha abbondante salivazione, perdita di feci
e di urine.
4)
Cambiamenti del comportamento: prima di un attacco si hanno segni
di apprensione , irrequietezza, movimenti di masticazione a vuoto, ecc.
L’accesso convulsivo puo’ scatenarsi in qualsiasi
momento del giorno e della notte, in stato di veglia e di sonno, con o
senza percorrenza di aura premonitrice, una eccitazione psichica vivace,
un grande spavento, un intenso strapazzo fisico, un ‘indigestione, un
trauma fisico possono talvolta rappresentare la causa scatenante
l’attacco..
La frequenza con cui insorgono gli accessi è
assai varia, da pochi nel corso di tutta la vita del cane, ad accessi
perfino quotidiani.
Dal punto di vista etiologico vengono distinte due
forme di epilessia: una c.d. epilessia vera, genuina, essenziale o
idiopatica, considerata come nevrosi sine materia, in cui non si riscontra
nessuna lesione nervosa in atto o pregressa cui imputare l’attacco
epilettico, l’altra c.d. epilessia sintomatica in cui invece esiste tale
substrato anatomico.
Indagini statistiche hanno mostrato che nel 62%
dei casi il primo attacco si manifesta tra 1 e 3 anni di eta’.. Al di
sotto dell’anno di eta’ la causa piu’ probabile va ricercata
nell’idrocefalo interno congenito o in reazioni vaccinali.. Tra 1 e 3
anni con molta probabilita’ si tratta di epilessia vera o idiopatica..
Quando invece l’epilessia si manifesta negli anni successivi le cause
vanno ricercate in lesioni invadenti l’encefalo (tumori, acsessi, ecc.)
e in danni cerebro vascolari.
Per quanto riguarda la terapia il primo giudizio
che il medico veterinario deve dare difronte a un cane epilettico è se il
soggetto va curato per le sue manifestazioni accessuali o per le cause che
le hanno provocate. Inoltre non tutti i soggetti con crisi epilettiche
necessitano di un trattamento specifico.. Il giudizio viene dato in base
al numero al tipo e alla modalita’ di comparsa delle crisi..
ritorna al sommario
|
|
LA TOXOPLASMOSI
La toxoplasmosi è una zoonosi (cioe’
una malattia che colpisce piu’ specie animali, compreso l’uomo),
causata dal Toxoplasma gondii, un protozoo che compie il suo ciclo
vitale all’interno delle cellule. Il parassita può infettare e
trasmettersi da un animale all’altro anche mangiando carne infetta. Il
parassita non si trova solo nella carne, ma anche nelle feci di gatto e
nel terreno in cui abbia defecato un gatto o un altro animale infetto.
La carne
cruda di agnello e di maiale (prevalentemente) e insaccati possono essere a rischio di contagio, ma è da ricordare
che con la cottura il
microrganismo viene eliminato.
La verdura o la frutta possono essere a rischio se inquinate da
escrementi di gatto.
Di solito la malattia decorre in
maniera asintomatica,, ma in soggetti particolarmente immunodepressi si
manifesta in maniera piu’ eclatante. I sintomi che si riscontrano sono:
malessere generale, ingrossamento dei linfonodi, stanchezza, mal di testa.
Nei malati di AIDS o nei soggetti trapiantati la malattia decorre in
maniera molto piu’ grave, con sintomi eclatanti tipici degli
immunodepressi che possono colpire tutti gli organi e in maniera
devastante. Importante è il
periodo della gravidanza. In questo caso è bene che le donne gravide che
possiedono gatti si sottopongano all’es. del sangue per vedere se hanno
sviluppato anticorpi per tale malattia. Se invece questo non fosse
accaduto è bene che le donne gravide non abbiano piu’ contatti con
tutti i gatti e quindi non solo con il loro, per tutta la durata della
gravidanza, ma non solo, è bene altresi’ che non
mangino carne che non sia ben cotta, insaccati artigianali, frutta
ma soprattutto verdura cruda che non sia stata piu’ che lavata. Il vero
serbatoio della toxoplasmosi è comunque rappresentato dai gatti randagi
che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, e che possono
defecare nel terreno rilasciando Toxoplasma anche per diverse settimane.
Infine è bene che le proprietarie dei gatti sottopongano il loro
animaletto ad un esame sierologico per vedere se il gatto è un portatore
di tale malattia, ma se anche il gatto risultasse negativo è bene che
l’animale resti sempre in casa per tutto il tempo della gravidanza della
donna per evitare appunto che mangi carne cruda, e che sia sempre
alimentato in casa con cibi cotti.
ritorna al sommario
|
|
SHUNT PORTOSISTEMICO….che cos’è ?
Lo Shunt Portosistemico intra e extraepatico è una patologia grave
congenita o acquisita che colpisce sia il cane sia il gatto. I segni
comportamentali e il complesso delle manifestazioni patologiche causati da
questa malattia del fegato viene chiamata encefalopatia epatica. Per
fortuna non è una malattia molto frequente, ma i segni clinici che si
possono avere sono tanti proprio perché
diversi sono gli apparati che
possono essere colpiti. Gli animali non manifestano subito e bene
la sintomatologia , e siccome non parlano sta al proprietario
capire che il proprio animale
sta male e decidere di portarlo ad una visita veterinaria. Anche qui, per
il medico veterinario non sara’ facilissimo arrivare subito a tale
diagnosi, perché i sintomi possono essere relativi anche ad altre
patologie, ma sicuramente gli esami del sangue, le ecografie, ecc.
potranno essere di valido supporto per arrivare alla diagnosi certa.
Quello che io voglio fare in questo mio articolo
è dare un’infarinatura di base a tutti quei proprietari di animali che
magari hanno riscontrato sintomi analoghi nei loro animali, ma che non gli
hanno dato molta importanza, e non solo, voglio inoltre rispondere
a tutte quelle persone che mi scrivono per avere notizie su tale patologia
tra l’altro molto complessa e di difficile interpretazione. Allora
vediamo in generale come si fa ad accorgersi che i nostri animali possono
avere questa malattia.
Normalmente nel
cane e nel gatto il sangue arriva al fegato dal tratto digerente (80%
dall’ intestino e stomaco, 20% da milza
e pancreas), attraverso la vena Porta per poi convogliare nel grande vaso
sanguigno che è la vena cava.
In uno Shunt portosistemico il sangue “scavalca” il fegato e va
direttamente in circolo nella vena cava. Ora tutti sappiamo che una delle
funzioni piu’ importanti del fegato è proprio quella di filtrare il
sangue eliminando sostanze tossiche ,
per cui nello Shunt questa funzione non viene rispettata e le
tossine circolano liberamente nel sangue.
Lo Shunt puo’ essere acquisito in seguito ad
altra patologia, o essere congenito. Lo Shunt congenito si presenta
come Shunt singolo intra o extra epatico a seconda di quella che è
la posizione dei vasi sanguigni in relazione al fegato. Nell’intraepatico
si presenta come un
unico grande vaso anomalo (pervieta’ del dotto venoso singolo
intraepatico), nello
Shunt extraepatico si
presenta da anomalie di qualche vaso splenico o gastroplenico, prima
che questo entri nella vena Porta. Le razze maggiormente predisposte allo
Shunt congenito intraepatico sono razze grandi e giganti e questi molto
spesso presentano anche Shunt extraepatici. Lo Shunt congenito
extraepatico è maggiormente presente nelle razze di piccola taglia, quali
lo Yorkshire Terrier, lo Schnauzer piccolo, il Maltese, ed altre.
Gli Shunt multipli extraepatici sono in genere
acquisiti. In questi assistiamo ad un aumento della resistenza del flusso
portale con relativo aumento della pressione della vena Porta in seguito
ad un’anomala connessione tra arteria epatica e vena porta o vene
epatiche.
Gli apparati che sono coinvolti in questa
patologia sono : il Nervoso, il Gastroenterico e l’Urinario.
Ma vediamo in dettaglio quali possono essere i
sintomi che manifestano gli animali.
Il cane o il gatto che nascono con questa
patologia manifesteranno subito segni clinici quali: ritardo di crescita,
disturbi gastroenterici (il vomito e la diarrea sono quasi sempre
presenti), manifestazioni
nervose come convulsioni, movimenti di maneggio, testa ruotata,
depressione, ricerca degli angoli nella stanza, atassia locomotoria,
(sintomi che si acuiscono dopo un pasto ricco di proteine proprio perché
il fegato non depura), poi sintomi urinari quali disuria, ematuria,
stranguria, poliuria e polidipsia, cristalluria, la
mancata eliminazione dell’ammoniaca da parte del fegato portera’ ad un
aumento dell’escrezione urinaria della stessa e quindi ad una seria
lesione del rene.
Nel gatto caratteristici sono la scialorrea e lo
ptialismo.
Se l’animale riceve dei farmaci questi non
essendo metabolizzati a dovere dal fegato andranno ad intossicare sempre
di piu’ il grande circolo.
La diagnosi dello Shunt viene fatta tramite esami
di laboratorio (notevole è la microcitosi, lieve anemia, alterazioni
biochimiche quali diminuzione della BUN, , ipoglobulinemia,
ipoalbuminemia, ipoglicemia, e lievi aumenti degli enzimi epatici),
esami ecografici con o senza liquido di contrasto, e esami radiografici,
scintigrafia intestinale con
mezzo di contrasto, misurazione
degli acidi biliari pre e post prandiali, o meglio ancora urinari.
Per quanto riguarda il trattamento dello Shunt
innanzitutto il medico veterinario deve correggere la dieta dell’animale
improntandola ad un basso contenuto proteico, come pure il trattamento
medico farmacologico servira’ ad alleviare i sintomi dell’animale, ma
la chirurgia sara’ necessaria per correggere l’anomalia vascolare. Uno
Shunt intraepatico è sicuramente piu’ difficile da correggere di uno
Shunt extraepatico, per cui la chirurgia deve essere fatta in un centro
veterinario altamente specialistico. La mortalita’ in tale chirurgia è
bassa negli Shunt singoli extraepatici, ma aumenta sensibilmente negli
intraepatici. Quindi qualunque proprietario di animali affetti da tale
patologia deve essere informato sui rischi del caso.
Ovviamente gli animali affetti da Shunt
Portosistemico congenito non devono essere adibiti alla riproduzione.
Con questo mio articolo io ho potuto solo dare un
primo imput di quella vasta e complessa patologia che è appunto lo Shunt
Portosistemico intra e extra epatico, naturalmente la fisiopatologia è
molto piu’ complessa di quanto sovraesposto e da me detta in poche
parole, cosi’ pure le
manifestazioni cliniche e sintomatologiche. Spero tuttavia di essere stata
di aiuto per qualcuno che possieda animali con (purtroppo) questa
grave malattia.
ritorna al sommario
|
|
| |
Ambulatorio
Veterinario
San Prospero
Dr.
Donatella Piccini
Via Piero Strozzi
47/49
Tel.
0577 289103
Fax
0577 289103
E-mail
donatella.piccini@email.it

Links:
www.enci.it
http://www.prontofido.net/
www.animalservice.it
www.ilmiogatto.net
www.akela.it
www.naturalia.org/ZOO
HKEndurance
|